‘Forasacco’ – pianta famiglia Graminacee genere Avena

Uno dei pericoli estivi maggiori per i nostri animali sono senza dubbio i forasacchi, le terribili ariste delle graminacee. All’inizio della primavera queste spighe sono verdi, per cui non costituiscono un grosso rischio; con l’approssimarsi dell’estate diventano secche e gialle e potenzialmente pericolose.
A questo si aggiunge il fatto che si trascorra più tempo col proprio animale all’aperto, che si facciano più passeggiate in giardini, campagna o luoghi in cui é stata tagliata l’erba, che non viene raccolta, ecco che queste spighette possono localizzarsi in differenti regioni anatomiche.

Sono tre le sedi dove penetrano più facilmente:
– orecchie
– naso
– spazi interdigitali

Tra le sedi atipiche che ci è capitato di vedere:
– occhi
– bocca
– qualsiasi zona della cute

Idealmente la terapia di un forasacco prevede l’asportazione del medesimo, cosa più facile a dirsi che a farsi.
Ad esempio: se la spiga si trova all’interno dell’orecchio di un animale particolarmente collaborativo utilizzando un otoscopio ed una pinza specifica si riuscirà ad estrarla senza grosse complicazioni. Nel caso in cui la presenza del forasacco crei disagio e fastidio eccessivo all’animale sarà necessaria la sedazione.
Mentre se la spiga è presente nel naso è sempre necessaria la sedazione.
Per quanto riguarda gli spazi interdigitali o i tragitti fistolosi nel sottocute, può essere più complesso di quanto non pensiate; di fatti può essere d’aiuto l’utilizzo di un ecografo per verificare la presenza e la posizione della spiga.

Nel nostro Ambulatorio ci serviamo dell’ausilio di tutti i mezzi necessari per la rimozione del forasacco.


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